Cessione di azienda responsabilità dell’acquirente dell’azienda

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in caso di cessione di azienda, l’iscrizione dei debiti, inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta, nei libri contabili obbligatori e’ elemento costitutivo della responsabilita’ dell’acquirente dell’azienda e, data la natura eccezionale della norma (articolo 2560 c.c.) che prevede tale responsabilita’, non puo’ essere surrogata dalla prova che l’esistenza dei debiti era comunque conosciuta da parte dell’acquirente medesimo

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Contratto di Affitto di azienda

Corte di Cassazione|Sezione 2|Civile|Ordinanza|26 settembre 2019| n. 24101

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria – Presidente

Dott. CRICCHIO Antonio – Consigliere

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere

Dott. GIANNACCARI Rossana – rel. Consigliere

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8036/2015 proposto da:

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentato e difeso dall’avvocato (OMISSIS);

– ricorrente –

contro

(OMISSIS) SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati (OMISSIS), (OMISSIS);

– controricorrente –

e contro

(OMISSIS) SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore;

– intimato –

avverso la sentenza n. 5092/2014 del TRIBUNALE di TORINO, depositata il 30/03/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 22/03/2019 dal Consigliere Dott. ROSSANA GIANNACCARI.

FATTI DI CAUSA

Il giudizio trae origine dalla domanda proposta dall’Avv. (OMISSIS) nei confronti della (OMISSIS) s.r.l. e del (OMISSIS) s.r.l., con cui chiedeva al Giudice di Pace di Torino la condanna dei convenuti in solido tra loro al pagamento della somma di Euro 1834,62 per le prestazioni professionali fornite in loro favore.

Il Giudice di Pace accoglieva la domanda unicamente nei confronti del (OMISSIS) s.r.l., rigettandola nei confronti della (OMISSIS) s.r.l..

Il Tribunale di Torino, con sentenza del 26.06.2014, confermando integralmente la sentenza di primo grado, escludeva la responsabilita’ della (OMISSIS) s.r.l., cessionaria dell’azienda, in quanto il debito per le prestazioni professionali del (OMISSIS) non risultava iscritto nelle scritture contabili obbligatorie.

Per la cassazione della sentenza, ha proposto ricorso l’Avv. (OMISSIS) sulla base di due motivi.

Ha resistito con controricorso la (OMISSIS) s.r.l., mentre il (OMISSIS) s.r.l. e’ rimasto intimato.

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso, si deduce, ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione dell’articolo 2560 c.c., per avere la corte territoriale escluso la responsabilita’ dell’azienda cessionaria dei debiti della societa’ cedente nonostante il legale rappresentante delle due societa’ fosse il medesimo e coincidessero le sedi delle due societa’, ragione per la quale sussisterebbe la prova della consapevolezza del cessionario dell’esistenza del debito da parte della cedente. Il ricorrente evidenziava, inoltre, la sussistenza di uno stretto vincolo di parentela tra (OMISSIS), liquidatore del (OMISSIS) s.r.l. e (OMISSIS), legale rappresentante della medesima societa’ e della (OMISSIS) s.r.l., cessionaria del credito. Dette circostanze avrebbero dovuto indurre il giudice d’appello ad una interpretazione estensiva dell’articolo 2560 c.c., riconoscendo la responsabilita’ del cessionario dell’azienda per i debiti contratti dalla cedente anche in caso di mancata iscrizione nei libri contabili, al fine di assicurare piena tutela al creditore.

Con il secondo motivo di ricorso, si deduce, ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione dell’articolo 2560 c.c., in quanto, sulla base di un’erronea valutazione dei dati contenuti nelle scritture contabili, i giudici di merito avrebbero escluso la responsabilita’ del (OMISSIS). Afferma il ricorrente di aver percepito degli “anticipi “, a seguito di un accordo per la rateizzazione del debito con il (OMISSIS) s.r.l., iscritti nelle scritture contabili della societa’ cedente, sicche’ la presenza di acconti giustificherebbe il suo diritto al saldo.

I motivi, da esaminare congiuntamente per la loro connessione, non sono fondati.

In caso di conferimento di azienda, sia essa di persone o di capitali, si verifica un fenomeno traslativo soggetto alla disciplina degli articoli 2558 c.c. e segg.: in virtu’ di tale trasferimento, l’alienante acquista la posizione di socio della societa’, ma, salvo che non risulti il consenso dei creditori, non e’ liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta, anteriori al trasferimento, ed e’ pertanto legittimato a contestarne l’esistenza, mentre la corresponsabilita’ del cessionario nei confronti dei creditori aziendali postula, quale elemento costitutivo essenziale, l’intervenuta annotazione dei debiti nei libri contabili obbligatori ai sensi dell’articolo 2560 c.c., comma 2” (Cass. n. 21229/2006).

Orbene, l’articolo 2558 c.c., stabilisce che, se non e’ pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentri nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda che non abbiano carattere personale; l’articolo 2560 c.c., prevede poi che l’alienante non sia liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi abbiano consentito. Dei debiti suddetti risponde anche l’acquirente dell’azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori.

A quest’ultimo riguardo, questa Corte ha precisato che “in caso di cessione di azienda, l’iscrizione dei debiti, inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta, nei libri contabili obbligatori e’ elemento costitutivo della responsabilita’ dell’acquirente dell’azienda e, data la natura eccezionale della norma (articolo 2560 c.c.) che prevede tale responsabilita’, non puo’ essere surrogata dalla prova che l’esistenza dei debiti era comunque conosciuta da parte dell’acquirente medesimo” (Cass., n. 22831/2010; in senso conforme Cass., n. 4726/2002).

La disposizione in questione e’ dettata non solo dall’esigenza di tutelare i terzi creditori, gia’ contraenti con l’impresa e peraltro sufficientemente garantiti pure dalla norma di cui del medesimo articolo 2560 c.c., comma 1, ma anche da quella di consentire al cessionario di acquisire adeguata e specifica cognizione dei debiti assunti, specificita’ che va esclusa nell’ipotesi in cui i dati riportati nelle scritture contabili siano parziali e carenti nell’indicazione del soggetto titolare del credito, non potendosi in alcun modo integrare un’annotazione generica delle operazioni mediante ricorso ad elementi esterni di riscontro (Cass., n. 23828/2012).

Ne consegue che la conoscenza effettiva dei debiti che incombono sull’azienda ceduta da parte dell’acquirente e’ irrilevante, se dette esposizioni non risultino nei libri contabili obbligatori; solo detta iscrizione, infatti, integra formalmente l’elemento costitutivo della responsabilita’ dell’acquirente medesimo rispetto ai debiti aziendali.

Il Tribunale di Torino, con accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimita’, ha escluso che il debito nei confronti del (OMISSIS) risultasse dalle scritture contabili obbligatorie della societa’, anche a seguito di supplemento di istruttoria.

Il giudice d’appello ha, altresi’, considerato il rapporto di parentela tra i legali rappresentanti delle due societa’ e la coincidenza delle sedi della societa’ cedente e cessionaria, ritenendola irrilevante ai fini dell’applicabilita’ dell’articolo 2560 c.c., poiche’ le esposizioni debitorie nei confronti dell’Avv. (OMISSIS) non risultavano dai libri contabili obbligatori.

Il giudice d’appello, con accertamento insindacabile in sede di legittimita’, ha ritenuto, ad abundantiam, che fosse sfornita di prova la circostanza della conoscenza del legale rappresentante della (OMISSIS) s.r.l. del debito in questione, in quanto la documentazione era di provenienza di (OMISSIS) e non gia’ di (OMISSIS) (pag. 4 della sentenza). Era, pertanto, irrilevante il rapporto di stretta parentela tra i medesimi, in assenza di ulteriori elementi di prova che non erano stati forniti nel giudizio di primo grado.

Il ricorso, pur censurando la violazione di legge, propone una diversa interpretazione delle risultanze istruttorie, anche con riferimento alle risultanze delle scritture contabili, attraverso un’inammissibile equiparazione dell’iscrizione del debito, richiesto dall’articolo 2560 c.c., con la deduzione che l’iscrizione di anticipi in favore del (OMISSIS) darebbe diritto al saldo, in ragione di una asserita rateizzazione del suo credito con la societa’ cedente.

Il ricorso, pertanto, deve essere rigettato.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate in dispositivo.

Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1 quater, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso articolo 13, comma 1-bis.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento, in favore del controricorrente, delle spese di giudizio di legittimita’, che liquida in Euro 1.500,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge.

Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, articolo 1, comma 17, da’ atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso articolo 13, comma 1-bis.

Laureato nell’anno accademico 2012/2013 all’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in diritto bancario intitolata “Le nuove garanzie bancarie”. Sono iscritto all’ordine degli avvocati di Torre Annunziata, dal maggio del 2013, immediatamente dopo aver conseguito la laurea ed ho superato l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense nel novembre del 2015. Ho inoltre seguito il 1° Corso per curatore fallimentare e commissario giudiziale tenuto dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Torre Annunziata nel 2016. La sede principale della mia attività professionale è in Sorrento, ma esercito la professione di avvocato su tutto il territorio italiano

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