Home Contratti Sale and lease back divieto di patto commissorio

Sale and lease back divieto di patto commissorio

-

I Più Letti

Avvocato

Avvocato pagamento compenso ricorso ex art. 702 bis c.p.c.

0
per ottenere il pagamento del proprio compenso, il legale potrà proporre ricorso ex art. 702 bis c.p.c. (che dà luogo ad un procedimento sommario...

lo schema contrattuale del sale and lease back e’, in linea di massima e almeno in astratto, valido, in quanto contratto d’impresa socialmente tipico, ferma la necessita’ di verificare, caso per caso, l’assenza di elementi patologici, sintomatici di un contratto di finanziamento assistito da una vendita in funzione di garanzia volto ad aggirare, con intento fraudolento, il divieto di patto commissorio; in tal caso il contratto e’ sanzionabile, per illiceita’ della causa, con la nullita’ ex articolo 1344 c.c., in relazione all’articolo 1418 c.c., comma 2.

 

Corte di Cassazione, Sezione 6 1 civile Ordinanza 27 giugno 2018, n. 16937

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere

Dott. MARULLI Marco – Consigliere

Dott. TERRUSI Francesco – rel. Consigliere

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15729/2017 proposto da:

(OMISSIS) SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentata e difesa dall’avvocato (OMISSIS);

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SPA, in persona del Curatore pro tempore, elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di TEMPIO PAUSANIA, depositato il 12/12/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non partecipata del 05/06/2018 dal Consigliere Dott. FRANCESCO TERRUSI.

RILEVATO

che:

il giudice delegato del tribunale di tempio Pausania rigettava la domanda di rivendica avanzata da (OMISSIS) s.p.a. su un immobile che aveva formato oggetto di un contratto di sale and lease back stipulato con (OMISSIS) s.p.a., successivamente fallita;

a sua volta il tribunale rigettava l’opposizione allo stato passivo avanzata dalla societa’ acquirente, confermando il rilievo di nullita’ del contratto di sale and lease back per violazione del divieto di patto commissorio;

in particolare il collegio riteneva provate la situazione di difficolta’ finanziaria della societa’ alienante al momento della stipulazione del contratto e la conoscenza di tale situazione da parte dell’opponente, in ragione dei dati di bilancio a essa noti; riteneva inoltre provata la differenza di valore tra il finanziamento erogato quale prezzo di acquisto dell’immobile e il valore del cespite alienato, e osservava che la somma in effetti versata da (OMISSIS), detratto il maxicanone iniziale, era stata impiegata per larghissima parte al fine di ripianare l’esposizione debitoria esistente nei confronti della stessa societa’ di leasing o di altre appartenenti al gruppo bancario;

per la cassazione della sentenza (OMISSIS) s.p.a. propone ricorso affidato a tre motivi, ai quali la curatela replica con controricorso;

col primo motivo la ricorrente, denunziando la violazione e falsa applicazione della L. Fall., articoli 98 e 99 e dell’articolo 2697 c.c., sostiene che gli elementi di fatto posti a fondamento delle conclusioni raggiunte dal giudice del merito sarebbero risultati privi di qualsivoglia supporto probatorio, non avendo la curatela prodotto alcun documento idoneo a contrastare la domanda di rivendica; sicche’ la decisione sarebbe viziata dalla violazione del principio dispositivo e delle norme sul riparto dell’onere della prova;

col secondo motivo, deducendo la violazione e falsa applicazione della L. Fall., articoli 98 e 99 e dell’articolo 2744 c.c., nonche’ l’erronea, insufficiente, omessa o apparente motivazione su un punto decisivo della controversia, la ricorrente sostiene che le valutazioni del giudice del merito si fonderebbero su meri elementi indiziari, senza alcuna analisi dei dati fattuali che avrebbero connotato la vicenda oggetto di esame, cosi’ da integrare, appunto, una motivazione apparente;

infine col terzo mezzo, deducendo la violazione e falsa applicazione della L. Fall., articoli 98 e 99 e dell’articolo 2744 c.c., nonche’ l’insufficiente e contraddittoria motivazione e la mancata valutazione di un fatto decisivo della controversia, la ricorrente sostiene che la causa concreta del contratto era da individuare nello scopo di finanziamento e che, come indicato in una relazione tecnica estimativa, si sarebbe dovuto reputare sussistente il giusto equilibrio tra il valore del bene venduto, il prezzo versato, il canone e il prezzo di opzione.

CONSIDERATO

che:

il ricorso, i cui motivi possono essere esaminati congiuntamente per connessione, e’ inammissibile perche’ inteso a sindacare il merito della valutazione probatoria;

secondo consolidata giurisprudenza, la verifica dell’attitudine del contratto di sale and lease back a integrare in concreto un finanziamento con patto commissorio richiede una congruente analisi di elementi di fatto idonei a ricostruire la volonta’ delle parti come diretta a configurare la vendita con scopo di garanzia;

in particolare lo schema contrattuale del sale and lease back e’, in linea di massima e almeno in astratto, valido, in quanto contratto d’impresa socialmente tipico, ferma la necessita’ di verificare, caso per caso, l’assenza di elementi patologici, sintomatici di un contratto di finanziamento assistito da una vendita in funzione di garanzia volto ad aggirare, con intento fraudolento, il divieto di patto commissorio; in tal caso il contratto e’ sanzionabile, per illiceita’ della causa, con la nullita’ ex articolo 1344 c.c., in relazione all’articolo 1418 c.c., comma 2 e – come si e’ gia’ osservato – “l’accertamento del carattere fittizio di tale contratto, per la presenza di indizi sintomatici di un’anomalia nello schema causale socialmente tipico (quali l’esistenza di una situazione di credito e debito tra la societa’ finanziaria e l’impresa venditrice utilizzatrice, le difficolta’ economiche di quest’ultima, la sproporzione tra il valore del bene trasferito ed il corrispettivo versato dall’acquirente), costituisce un’indagine di fatto, insindacabile in sede di legittimita’, se adeguatamente e correttamente motivata” (cfr. per tutte Cass. n. 21042-17);

la decisione impugnata non e’ contrasto con (e anzi appare pienamente allineata a) simili principi, avendo il giudice a quo esaminato e valutato, nel senso sopra detto, il ricorrere congiunto delle circostanze all’uopo rilevanti; mentre il ricorso, sotto spoglie di denunciate violazioni in iure, si risolve in un tentativo di sovvertimento di tale valutazione, senza specificazione, oltre tutto e nell’ottica del novellato articolo 360 c.p.c., n. 5 (v. Cass. Sez. U n. 8053-14), di distinti fatti storici, decisivi ai fini di una diversa ricostruzione in fatto, che il tribunale avrebbe dovuto esaminare;

le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente alle spese processuali, che liquida in Euro 4.100,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre accessori e rimborso forfetario di spese generali nella percentuale di legge.

Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1-quater, da’ atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Hai bisogno di una consulenza? Contattami!
umberto davidehttp://umbertodavide.it
Laureato nell’anno accademico 2012/2013 all’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in diritto bancario intitolata “Le nuove garanzie bancarie”. Sono iscritto all’ordine degli avvocati di Torre Annunziata, dal maggio del 2013, immediatamente dopo aver conseguito la laurea ed ho superato l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense nel novembre del 2015. Ho inoltre seguito il 1° Corso per curatore fallimentare e commissario giudiziale tenuto dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Torre Annunziata nel 2016. La sede principale della mia attività professionale è in Sorrento, ma esercito la professione di avvocato su tutto il territorio italiano

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.